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10 dicembre 2010 5 10 /12 /dicembre /2010 15:41

 ALBA A ROMA SAT 4 MAGG 2013 FK 002

A RUDOLF STEINER.    A MASSIMO SCALIGERO.

                        MAESTRI SOLARI

 

 

 

Tecnica dell’ascesi del pensiero ottenuta verificando autonomamente gli  insegnamenti dati da MASSIMO SCALIGERO in base alle indicazioni di RUDOLF STEINER.

 

 

 

ASCESI DEL PENSIERO

 

 

Arida.

Apsichica.

Geometrica.

Concentrazione contessuta di volontà.

Che è volontà del vero.

Amore del vero.

Volontà di amore.

 

Occorre poggiare inizialmente la capacità di pensare su di un oggetto artificiale fabbricato dall’uomo, il più semplice ed il meno emotivamente interessante possibile  (penna,scarpa,spilla,bottone,bicchiere,cavatappi,zappa,etc…)  e in solitudine ricostruirlo mentalmente,analizzarne e visualizzarne la forma,le singole componenti,il colore,il materiale,l’uso a cui serve,le connessioni logiche e gli altri oggetti che ad esso si riconnettono,se ne può fare brevemente la storia rintracciando l’evoluzione dell’oggetto.

 

Tutto ciò in solitudine,concisamente,attentamente,il più minuziosamente possibile,senza divagazioni, concentrando i pensieri solo su tale operazione volitiva di ricostruzione  e di unificazione mentale di un oggetto ideato dall’uomo.

 

Ciò per circa qualche minuto.

Limpida attenta minuziosa operazione di pensiero contessuta di volontà.

Al termine di questa azione preliminare, occorre riprendere l’insieme dei pensieri dipanati attorno all’oggetto  (ossia tutto ciò che si è pensato nel corso degli almeno alcuni minuti)  e tentare di contemplarli TUTTI INSIEME, in sintesi,in un unico “concentrato di significato.

 

Compiere o tentare di compiere ciò per almeno qualche altro minuto, regolandosi temporalmente ad intuito.

 

Così come spontaneamente,senza neppure esserne coscienti,al termine della lettura di un libro,il senso  (la sintesi)  di tutto ciò che si è letto affiora nella mente in un unico insieme intuitivo,adialettico,che precede nei pensieri le parole con cui eventualmente si potrebbe descrivere ciò che si è letto, così  (coscientemente e volitivamente)  al termine della ricostruzione mentale dell’oggetto occorre fermarsi contemplativamente al livello di pensiero in cui la SINTESI di tutto ciò che si è pensato è una pura evidenza,un’idea allo stato formante,un senso pieno di significato che PRECEDE LE PAROLE con le quali eventualmente lo si potrebbe esprimere scomponendolo.

 

In definitiva si viene a consumare,ad incenerire,a trascendere il dialettismo,il dispiegarsi delle parole,la frase fatta, poiché quando si tenta di osservare unitariamente,in sintesi,in un unico “colpo d’occhio” mentale,tutto ciò che si è pensato attorno all’oggetto,NON SI PUO’  PIU’ PENSARE A PAROLE, si salta di livello,si è costretti a raggiungere,si è in grado di  “toccare”  la zona interiore in cui il pensiero sta per rivestirsi di un contenuto,di un significato discorsivo, è sul punto di farlo ma non è più le parole con cui lo si può tradurre e scomporre,è qualcos’altro,inizia a ritornare nudo : spogliato delle parole con cui si determina, il pensiero inizia a rafforzarsi ed a mostrarsi in quella zona sorgiva in cui ancora non può rivestirsi di errore.

 

L’apparente semplicità della tecnica concentrativi,l’apparente meccanicità che sembra contraddistinguerla, l’apparente lontananza da ogni contenuto metafisico-simbolico,magico,religioso può trarre in inganno i  “miopi dello spirito”,mentre in realtà è l’inizio e la chiave  di volta pressoché imprescindibile di ogni rettificazione individuale,di ogni ascesa conoscitiva dell’uomo verso il proprio assoluto.

 

Tutto il resto è erudizione.

 

Nulla può essere compreso se la capacità di comprensione è impura in partenza.

 

La prima ascesi attualmente è la rettificazione della propria capacità conoscitiva.

 

L’inizio di tutto non può essere un verità imparata  (qualunque essa sia e per quanto “giusta” essa possa essere)  dalla quale dedurre norme,orientamenti e dogmi, ma soltanto ed unicamente la verifica e la rettificazione della capacità che permette di imparare, ossia la coscienza e l’esperienza dell’atto del conoscere che è tutt’uno con la sua purificazione.

 

Insistere nella tecnica concentrativi permette di prendere coscienza del livello di luce in cui ancora non si pensa discorsivamente, poiché osservare in sintesi  -tutti assieme-  l’insieme di pensieri discorsivi dipanati attorno ad un oggetto e cercare di mantenere per alcuni minuti tale osservazione,implica un salto di livello interiore,ci si trova ad avere a che fare con UNA FORZA che tiene unita un’evidenza,che tiene unita l’essenza,l’idea,il concentrato adialettico  (privo di parole)  di quanto si è pensato.

 

Tale forza è pura.

 

Tale forza è ciò che continuamente dà vita a ciò che si pensa,ma che mai si è in grado di sperimentare,perché si è troppo avvinti al significato di ciò che si pensa,al prodotto del pensiero,al concetto pensato e non a ciò che permette di concepirlo.

 

Insistere nella tecnica concentrativa purifica.

E’ l’inizio.

E’ il progressivo SPERIMENTARE sempre più lucidamente l’elemento formativo dei pensieri,che non è i pensieri pensati ma ciò che permette di produrli.

 

E’ il progressivo prendere coscienza di sé al livello in cui i pensieri STANNO PER FORMARSI, superando il comune livello di veglia e dell’errore in cui si diventa coscienti di sé e del mondo nel pensato,fra i prodotti dialettici,discorsivi in cui l’elemento formante si è già rinchiuso e degradato,poiché gli innatismi e le predisposizioni caratteriali e la razza dell’anima sono ciò che ha ricoperto il suo cadere  -folgorare-  fra loro di per sé inerti.

 

E l’Io inizia a purificarsi nel prendere coscienza di sé senza dover pensare qualcosa ma pensando soltanto,poggiando sul potere formante dei pensieri e non sui pensieri già formati.

 

E’  l’inizio della libertà dalle opinioni,dalle verità accettate perché desiderate in quella forma,dalle frasi fatte che la propria personale natura preferiva.

 

Tramite la disciplina “concentrativa”  l’Io si conquista un terreno vergine,una zona pura,una luce di serenità di giudizio,ossia una autonomia dai propri vincoli che parallelamente è la possibilità di scorgere sempre più disinteressatamente  (secondo i propri compiti e le proprie possibilità)  il “nocciolo dei problemi” che si pone, sino a che la soluzione può spontaneamente fiorirgli in animo come naturale conseguenza del seme posto con la progressiva liberazione dell’Io.

 

Tale la via della Verità.

L’inizio di essa:

 

E con tale inizio l’anima si rischiara.

 

Poiché conoscere,concepire secondo verità è elevarsi alla qualità delle cose,alla loro bellezza morale,alla riposta purezza della realtà,mediante un atto interiore che è lucidità conoscitiva e splendore animico contessuti di volontà ossia di amore ( si può volere solo ciò che si ama).

 

 

 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

 

 

BIBLOGRAFIA :

 

RUDOLF STEINER-           LA FILOSOFIA DELLA LIBERTA’ (EDITRICE ANTROPOSOFICA)

MASSIMO SCALIGERO –TRATTATO DEL PENSIERO VIVENTE   (TILOPA ROMA)

MASSIMO SCALIGERO-  LA TRADIZIONE SOLARE            (TESEO ROMA)

MASSIMO SCALIGERO-  LA LOGICA CONTRO L’UOMO   (TILOPA ROMA)[pag. 241 e seguenti]

 

___________________

 

 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

 

 

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